Servizio per l’ospitalità
Sgombero di alberghi, ristoranti e bar in Canton Ticino
Quello che costa non è lo sgombero: è la serata in cui non si serve. Per questo si lavora di notte, nel giorno di chiusura o nella settimana di stagione morta.
Il conto vero è la chiusura
In un esercizio pubblico il costo di uno sgombero si misura in coperti mancati, non in franchi di preventivo. Un ristorante chiuso due giorni perde due servizi di pranzo e due di cena, e nessuno di quei numeri compare nel preventivo di chi porta via i mobili.
La conseguenza pratica è che l’orario conta più del prezzo orario. Si lavora dopo l’ultima uscita dalla cucina, nel giorno di chiusura settimanale, oppure nella finestra fra due stagioni. Il locale riapre senza aver saltato un turno.
La seconda conseguenza riguarda l’ordine. In un esercizio non si comincia dalla sala, che è la parte facile: si comincia dalla cucina e dai depositi, che sono la parte lenta, e si finisce con quello che si carica in un’ora.
Tre situazioni, tre modi di organizzare la giornata
Il volume può essere identico; i vincoli no, e sono i vincoli a fare il preventivo.
Cambio di gestione
Si porta via quello che non passa al subentrante, e non si tocca il resto. Serve un elenco condiviso prima di cominciare: quello che è elencato resta, il resto va.
Rinnovo di sala o di camere
Si lavora per settori, mentre l’esercizio resta aperto, con percorsi separati da quelli degli ospiti. Gli arredi in serie sono la voce che più spesso ha un valore di rivendita.
Chiusura definitiva
Si svuota tutto e si riconsegna al proprietario dell’immobile. Qui la pulizia finale non è un dettaglio: è quello su cui verrà scritto il verbale di riconsegna.
La cucina è la parte che vale
È il paradosso di ogni chiusura: la parte più faticosa da smontare è anche quella che può far scendere il preventivo. L’acciaio inossidabile ha un valore come materiale, e l’attrezzatura funzionante ha un mercato dell’usato attivo nel settore anche in Ticino.
Al sopralluogo separiamo tre categorie: quello che è rivendibile come apparecchio, quello che vale come acciaio, e quello che è soltanto volume. Le prime due le fotografiamo e ve le mostriamo prima di caricare qualsiasi cosa.
Nulla viene ceduto senza il vostro accordo scritto. Se decidete di vendere, il valore concordato scende dalla cifra del preventivo, e resta scritto nel documento.
Per gruppi, gestioni multiple e riconsegne ricorrenti: [email protected]
Quello che non tocchiamo
- Impianti di refrigerazione con gas refrigerante ancora carico
- Cappe, canali di estrazione e impianti fissati alla struttura
- Bombole del gas, piene o vuote
- Olii esausti di frittura, che seguono un canale dedicato
- Materiali contenenti amianto, negli stabili anteriori al 1990
Non è una scusa per rifiutare il lavoro: sono voci che richiedono chi è abilitato a trattarle. Ve lo diciamo al sopralluogo e coordiniamo le date, prima di scrivere il prezzo.
Un locale si svuota fra un servizio e l’altro, non durante.
La notte e il giorno di chiusura non sono un servizio di lusso: sono il modo in cui uno sgombero nell’ospitalità costa davvero meno, perché il conto comprende anche i coperti che avreste servito.
Le fasce per gli spazi commerciali
Per bar, ristoranti e alberghi non pubblichiamo una cifra: la differenza fra due esercizi della stessa superficie sta tutta nella cucina e nei depositi, e si vede solo sul posto.
| Tipologia | Volume indicativo | Tempo e squadra | Prezzo indicativo |
|---|---|---|---|
| Singoli oggetti o mezzo furgone | 2 – 8 m³ | 1 – 3 ore, 2 operatori | CHF 180 – 500 |
| Studio o ufficio fino a 5 postazioni | 15 – 30 m³ | mezza giornata, 2 operatori | CHF 480 – 800 |
| Ufficio da 6 postazioni, negozio, bar o ristorante | da 25 m³ | 1 – 2 giornate | su preventivo dopo il sopralluogo |
| Magazzino, capannone o sito industriale | da 80 m³ | da 2 giornate | su preventivo dopo il sopralluogo |
Per gli interventi notturni o nel giorno di chiusura l’organizzazione cambia, e la differenza è indicata nel preventivo prima della conferma, mai aggiunta in fattura.
Quando è la vostra finestra di chiusura?
Indicate il giorno di chiusura, la superficie di sala e se la cucina è completa: sono i tre dati che decidono se serve una notte o due.
L’invio dal modulo non è riuscito
La richiesta non è arrivata a noi. Non dipende da voi e non c’è nulla da riscrivere: il messaggio è già pronto con quanto avete indicato e potete completare la richiesta subito su WhatsApp.
oppure chiamateci al 076 298 88 87
Il modulo qui sopra è rimasto com’era: se preferite, potete anche riprovare l’invio.
Domande dall’ospitalità e dalla ristorazione
Potete lavorare di notte o nel giorno di chiusura?
Sì, ed è quasi sempre la scelta giusta. Per un esercizio pubblico una giornata di chiusura vale più di qualunque differenza fra due preventivi di sgombero: conviene spostare il lavoro sulle ore in cui non si serve.
Lavoriamo la notte, nel giorno di chiusura e nella settimana di chiusura stagionale. Serve solo l’accesso concordato e, negli stabili con altri inquilini, il permesso di usare l’ascensore o il montacarichi fuori orario.
L’attrezzatura di cucina ha un valore?
Molto più di quanto si creda, e più di quasi tutto il resto dell’arredo. Forni, abbattitori, lavastoviglie a capote, banchi refrigerati, tavoli e lavelli in acciaio hanno un mercato dell’usato attivo nel settore, e l’acciaio inossidabile ha comunque un valore come materiale.
Al sopralluogo separiamo quello che è rivendibile, lo fotografiamo e ve lo mostriamo prima di caricare. Se decidete di cederlo, il valore concordato scende dal preventivo.
Che cosa succede alle celle e ai banchi refrigerati?
Gli impianti di refrigerazione contengono gas refrigeranti che vanno recuperati da chi è abilitato a farlo, prima che l’apparecchio venga movimentato come rifiuto. Non li tocchiamo e non li smontiamo: ve lo diciamo al sopralluogo e coordiniamo l’intervento con chi se ne occupa.
Gli apparecchi già svuotati seguono la filiera del riciclaggio degli apparecchi elettrici, il cui smaltimento è coperto dal contributo di riciclaggio anticipato pagato all’acquisto.
Quanto dura lo sgombero di un ristorante?
Una sala piccola con la sua cucina si chiude in una giornata piena, se il mezzo si ferma vicino e non ci sono scale. Un esercizio con cantina, deposito e dehors richiede due giornate, spesso divise in due notti.
La variabile che pesa di più non è la superficie ma la cucina: è la parte più densa, dove tutto è pesante, fissato o collegato.
Sgomberate anche le camere di un albergo, piano per piano?
Sì, ed è la modalità normale quando l’esercizio resta aperto: si lavora su un piano alla volta, con percorsi separati da quelli degli ospiti e con il montacarichi anziché l’ascensore principale.
Arredi di camera identici moltiplicati per venti o trenta unità sono anche il caso in cui la valutazione dell’usato incide di più: vale la pena guardarla prima di decidere.
Fate anche la pulizia prima della riconsegna dei locali?
Sì, e resta una voce separata e visibile nel preventivo, perché sgomberare e riconsegnare pulito sono due lavori. Per uno spazio commerciale che torna al proprietario valgono le stesse logiche della riconsegna di un appartamento: come funziona è spiegato in libero locali e riconsegna.